Il Cigno Nero!

Per cigno nero in finanza si intendono quegli avvenimenti fortemente negativi e impossibili da prevedere. Potremo dire che il coronavirus è uno di questi eventi. 

Ora però vorrei raccontarvi la storia di 3 persone. I nomi sono ovviamente di fantasia e le storie non vogliono rispecchiare la situazione di nessuno sebbene molte di queste storie le sentiamo o le potremo sentire in continuazione da conoscenti, amici o in televisione e sui giornali.

Prima storia: Antonio

La prima racconta la storia di Antonio, 40 anni sposato con 2 figli minorenni, imprenditore di successo, ha una società di capitali (una spa o una srl) insieme con la moglie che va alla grande. Ha un mutuo importante sull'immobile aziendale su cui ha fornito garanzia personale (fideiussione). Il suo patrimonio personale, oltre a una discreta quantità di investimenti finanziari, principalmente concentrati in titoli (azioni e obbligazioni) della sua banca, che rendono molto bene se confrontati con altri investimenti può vantare anche un immobile commerciale in centro città in affitto.

Antonio può essere definito una persona di successo e senza problemi economici ma... 

Antonio viene scoperto dalla moglie con una terza donna e qui cominciano i problemi! 

  • La moglie, ovviamente arrabbiata lo caccia dalla casa in cui vive. 
  • Sempre la moglie essendo proprietaria del 50% dell'azienda (che fino ad allora non aveva gestito) comincia a voler capire come va l'azienda e le decisioni che prima venivano prese velocemente adesso non si riesce più a prenderle. La società comincia a declinare. 
  • Nel frattempo la banca fallisce e una parte consistente del patrimonio personale viene falcidiata.
  • Dopo qualche anno arriva il coronavirus (ma potete mettere la crisi del 2008, del 2001 o qualsiasi altra crisi) e l'immobile commerciale su cui prendeva l'affitto viene chiuso e l'affittuario smette di pagare in quanto ora i suoi incassi sono 0.
  • Purtroppo anche l'azienda che prima macinava utili adesso è in crisi e fa fatica a pagare il mutuo sull'immobile in cui si svolge l'attività lavorativa, tanto che, la banca, a un certo punto, decide di escutere la garanzia firmata da Antonio aggredendo quindi i beni personali dell'imprenditore che si ritrova povero, senza casa, senza famiglia.

Seconda storia

La seconda storia riguarda Luca, professionista di 50 anni, sposato con un figlio studente all'università. La moglie è casalinga. Ha sempre avuto fiducia in un'unico investimento, il mattone, e ha accantonato un patrimonio quasi esclusivamente immobiliare. Negli ultimi anni l'attività non è andata così bene e ha finito per assottigliare il conto corrente. 

Improvvisamente Luca si ammala di coronavirus (ma potete mettere qualsiasi altra causa: infarto, ictus) e a causa di un problema pregresso di salute il virus se lo porta via lasciando i suoi familiari sgomenti. 

A questo punto nonostante il dolore la moglie è costretta ad affrontare la successione e si accorge che per entrare in possesso dei beni di Luca deve affrontare il pagamento delle imposte per il passaggio di proprietà degli immobili e anche delle esose rate di iscrizione all'università del figlio che con la liquidità che ha in conto non riesce a pagare.

Terza storia

La terza storia riguarda Giulia. Professionista di 60 anni single sulla soglia della pensione. Per paura non ha mai investito. Ha una casa su cui ha da poco finito il mutuo e comincia a pensare a quando andrà in pensione. Ha voglia finalmente di viaggiare e il denaro accumulato in conto le permetterebbe di farlo ma... 

Giulia provvede a fare una simulazione dell'importo con cui andrà in pensione scoprendo che andrà a percepire poco più di un terzo di quello che è il suo reddito attuale e a questo punto addio viaggi. Il denaro che ha in conto le servirà per integrare la pensione che avrà. Inoltre oggi non riuscirebbe ad accantonare delle somme per poi integrare la pensione, un pò perchè ormai è tardi, un pò perchè a causa del coronavirus (o mettete come esempio qualsiasi altro "cigno nero") il suo reddito attuale è appena sufficiente a mantenere il suo stile di vita.

Cosa hanno in comune queste storie?

Tutte e 3 le persone sono state vittime del coronavirus. Ne siete certi?

L'unica cosa in comune è che tutte e 3 le situazioni avrebbero potuto avere risvolti diversi se prima fossero state prese delle decisioni diverse. 

Facciamo delle ipotesi non esaustive (le soluzioni potrebbe essere anche altre).

Nel primo caso diversificare gli investimenti privati ed evitare di firmare la fideiussione personale (che annulla i benefici di avere una società di capitali in cui i creditori non potrebbero aggredire i beni personali) avrebbe risolto gran parte dei problemi finanziari... ma se seguito da un esperto (commercialista, consulente specializzato, avvocato etc.) forse anche il rischio di danni da una possibile separazione avrebbe potuto essere affrontato meglio (attenzione: la separazione non è un cigno nero in quanto è un'evento che succede, purtroppo spesso, e quindi, da un certo punto di vista, prevedibile).  Il coronavirus magari avrebbe lo stesso fatto fallire l'azienda ma il finale sarebbe stato comunque profondamente diverso.

Nel secondo caso sarebbe bastato stipulare una polizza caso morte che coprisse i familiari in caso di decesso dell'unico portatore di reddito della famiglia (attenzione: la morte non è nemmeno un rischio visto che è l'unico evento certo della vita. Ad essere incerto è solo il momento).

Nel terzo caso fare delle previsioni pensionistiche prima e invece di accumulare denaro solo in conto corrente approntare un piano pensionistico avrebbe permesso a Giulia di andare in pensione più tranquilla e magari permettersi anche i viaggi di cui Giulia era innamorata. Magari avrebbe potuto strutturare un piano di accumulo dedicato al suo sogno di viaggiare, un piano che adesso potrebbe anche permetterle di affrontare il calo di reddito. 

Morale della favola

Alcune situazioni e alcuni avvenimenti purtroppo non sono facilmente sanabili e nessuno di noi sa cosa avverrà domani. Nella vita il rischio zero non esiste... ma le scelte che decidiamo di compiere possono in ogni caso renderci più resilienti anche alle crisi più dure. 

Questo non vuol dire che non ci saranno momenti difficili.

Immaginiamo la vita come un incontro di boxe in cui non sappiamo la reale forza dell'avversario. Nessuno ci dice che sarà facile. Alle volte lo sarà, altre volte sarà tremendamente difficile ma noi dobbiamo impegnarci per arrivare sul ring al meglio della nostra forma fisica altrimenti anche un'avversario facile diventerà per noi difficile da affrontare. 

P.S. Attenzione: è inutile strutturare un piano di investimenti perfetto, sicuro e redditizio se poi basta un evento (il fallimento dell'azienda, la separazione, una richiesta di danni per responsabilità civile etc.. per annullarne i benefici)

E tu? Ti stai allenando? Hai un piano?

Per chi vuole approfondire consiglio la lettura del premio Nobel per l'economia Nassim Nicholas Taleb: " Il cigno nero. Come l'improbabile governa la nostra vita"

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