COME GESTIRE IL TFR DEI TUOI DIPENDENTI?
di Marco Oliva | pubblicato il 12 novembre 2021
Ottobre 2020, il dipendente di una piccola impresa con 7 dipendenti si dimette improvvisamente.
Il dipendente è lì da più di trenta anni ed è una figura piuttosto importante per l'azienda.
Il TFR accantonato tutti questi anni da una figura come la sua è abbastanza cospicuo e l'uscita arriva in un momento non propriamente favorevole visto la chiusura dell'attività pochi mesi prima.
L'uscita in blocco rischia di creare problemi all'azienda e chiedere in banca un finanziamento non è così semplice e nemmeno così veloce.
Come si può, o meglio, si poteva affrontare un problema così?
L'uscita del TFR per un'azienda è un'uscita CERTA.
Non ci sono dubbi nel quantificarla ed è un evento di realizzazione certa.
L'unica incertezza riguarda ovviamente il momento dell'uscita.
Essendo un evento abbastanza prevedibile si possono attuare delle strategie per limitare fino all'annullare questo rischio.
Oggi, vi mostro tre soluzioni per le aziende sotto i 50 dipendenti:
1. Accensione di una linea di credito di cassa dedicata (o comunque aumentata rispetto alle necessità operative dell'impresa
- Vantaggio: liquidità sempre disponibile
- Svantaggio: il costo in termini di commissioni e interessi
2. Costituzione di un piano di accumulo dedicato in cui anno per anno versare il TFR:
- Vantaggi:
il piano beneficia delle rivalutazioni dell'investimento,
è sempre disponibile il capitale;
migliora la posizione finanziaria dell'impresa;
è un capitale libero quindi in caso di necessità utilizzabile anche per altri scopi;
- Svantaggio: Ogni anno è necessario togliere dalle disponibilità dell'azienda la quota di TFR.
3. Ove possibile far versare ai dipendenti il TFR nel loro fondo pensione:
- Vantaggi:
L'azienda acquisisce benefici fiscali consistenti (che approfondirò in un altro articolo);
L'imprenditore si libera dal pensiero della gestione del TFR (diventa un “problema” del dipendente e del fondo pensione);
- Svantaggio:
Anche in questo caso l'azienda non ha più la disponibilità del capitale (che viene però “pagato” molto bene con gli incentivi fiscali)
Nel caso in questione, l'azienda di cui parliamo ha appunto beneficiato della seconda soluzione ed ha potuto liquidare in tranquillità quanto necessario beneficiando inoltre dei guadagni ottenuti negli anni.
E per le imprese sopra i 50 dipendenti?
In questo caso il TFR non viene comunque trattenuto dall'impresa che è obbligata a versarlo a un fondo istituito presso l'Inps.
A questo punto ci sarebbe da chiedersi se per il lavoratore non sia meglio utilizzare un fondo pensione privato anche per una mera gestione del rischio ma questo è un argomento che interessa il lavoratore e non l'azienda.
