Riscatto della Laurea ai fini pensionistici. Conviene???

Le nuove norme hanno attuato delle modifiche al riscatto della laurea per fare in modo che sia più conveniente. Ma lo è davvero???

Prima di tutto valutiamo il perchè una persona dovrebbe riscattare la laurea. 

A mio parere ci sono solo 2 motivi:

  1. Vuole andare in pensione prima.
  2. Vuole aumentare il montante contributivo per avere un importo di pensione maggiore.

Partiamo dal vedere le condizioni del riscatto.

1) Come si calcola[ovvero quanto spendo]? Il calcolo è molto complesso e dipende da variabili quali età, reddito e metodo di calcolo pensionistico (retributivo o contributivo).
Esempio: Impiegato 30 anni con reddito 30.000 euro per riscattare una laurea di 5 anni spenderebbe più di 40.000 euro che raddoppierebbero se facesse la richiesta poco prima di andare in pensione.
2) A chi conviene? [o forse sarebbe meglio dire: chi paga meno?]: più si è giovani meno si paga, lo stesso vale in caso di reddito basso. Sotto i 45 anni ci sono anche delle agevolazioni quali il cambio della regola per il calcolo (più vantaggiosa) e la detrazione fiscale del 50% in 5 anni.

Considerazione:

Come evidenzia la tabella i vantaggi maggiori ci sono se si è iniziato a lavorare entro i 26 anni. Ma se sono laureati è quantomeno difficile che abbiano iniziato a lavorare subito. (La tabella indica quanto prima si andrebbe in pensione).


Da Corriere Economia




Perchè ritengo che il riscatto in linea generale non sia vantaggioso anche se ogni situazione andrebbe valutata caso per caso:

  1. Farsi carico di importi di molte migliaia di euro per aumentare di 5 anni la contribuzione nella gestione pensionistica di appartenenza in un paese come l'Italia dove la legislazione in materia di pensioni viene cambiata molto spesso, e quindi i requisiti di oggi potrebbero cambiare a mio parere rappresenta un rischio notevole.

  2. Nel valutare la convenienza di quello che è un investimento vero e proprio andrebbe tenuto conto anche delle possibili alternative quali l'adesione ad un fondo pensione che permette anche la deducibilità dei versamenti entro il limite dei 5.164,57 euro per anno ma che oltretutto ha il vantaggio di essere flessibile in quanto il versamento non è obbligatorio. A maggior ragione oggi che quei versamenti con la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) che permette tramite quei versamenti di poter andare in pensione fino a 5 anni prima.


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