Quanto costa l’emotività? [Nella gestione del denaro].
di Marco Oliva | pubblicato il 3 marzo 2019
Da sempre chi fa il mio lavoro sa che la gestione dell’emotività è forse uno dei punti più importanti nel successo finanziario delle persone.
E sappiamo anche che l’emotività fa più danni dei mercati, e questo effettivamente equivale ad un costo che gli investitori stessi si impongono.
Negli ultimi anni i premi Nobel vinti da studi sulla finanza comportamentale ne certificano l’importanza.
Ma la domanda è: quanto costa l’emotività nelle scelte di investimento?
A questo ha cercato di rispondere Dalbar una società americana che si occupa di ricerche in campo finanziario. Ogni anno pubblica uno studio che analizza quanto l’emotività e i comportamenti irrazionali dei risparmiatori pesano sui risultati dei loro investimenti.
Il risultato è che il costo di scelte emotive è del 3% all’anno negli ultimi 20 anni.
Performance rolling a 20 anni: indice S&P500 vs investitore medio americano. Fonte: DALBAR
Dalbar analizza anche i motivi di questo costo.
Il risparmiatore medio reagisce in maniera esagerata alle notizie che sente. Acquista e vende in base a queste notizie e quindi spesso nei momenti sbagliati. A peggiorare la situazione rimane investito per periodi troppo brevi, in media 3,5 anni anche sui fondi azionari che richiederebbero tempi più lunghi per valutare in modo corretto il risultato. La ricerca evidenzia che proprio questa incapacità di rimanere investiti pregiudica in maniera sensibile i risultati complessivi.
Disciplina:
Questa la caratteristica da sviluppare per avere risultati migliori e guadagnare di più.

