PARENTI E GUAI
di Marco Oliva | pubblicato il 6 maggio 2022
Poco tempo fa mi venne raccontata da un collega, una storia che vorrei condividere con voi oggi, che dimostra che alle volte è importante gestire decisioni che non sono nemmeno nelle nostre mani.
La storia riguarda due genitori con due figli.
Il primo figlio (lo chiameremo Primo) è un lavoratore instancabile e con mille sacrifici nel corso del tempo si sposa, ha dei figli, riesce a costruirsi una villetta e ad estinguerne il mutuo. Sogna di mandare i figli ad un’università prestigiosa.
Il secondo (che chiameremo Secondo) verrebbe definito la pecora nera della famiglia. Tende a scialacquare non solo i frutti del proprio lavoro ma anche i ripetuti aiuti forniti dal padre.
I rapporti, da sempre tesi tra i due fratelli, si lacerano completamente alla morte della madre e finiscono per non parlarsi più.
Passano gli anni e nel frattempo Secondo decide di acquistare casa ma, senza risparmi e con redditi incerti, la banca per concedergli il mutuo vuole la garanzia del padre.
Il padre, in buona fede, concede la garanzia, dopotutto è suo figlio.
Succede che il padre muore, i figli accettano l’eredità e la dividono senza nemmeno guardarsi in faccia.
Dopo qualche anno alla porta di Primo bussa il direttore di una banca che gli fa presente che deve pagare 100.000 euro. Primo si fa una risata e gli dice che lui non ha niente presso la sua banca, non la conosce e deve avere sbagliato persona.
Il direttore ride anche lui ma poi continua dicendogli che il debito è di suo fratello che non sta pagando il mutuo della casa e che quindi deve provvedere lui.
Primo non ride più ma ribatte al direttore che lui e suo fratello non si parlano da anni e che non ci pensa nemmeno a saldare i debiti di Secondo.
Al che il direttore gli ricorda che alla morte del padre Primo ha accettato l’eredità e con essa anche la garanzia che il padre aveva concesso a Secondo. Secondo non paga quindi… per la legge deve saldare lui che è il nuovo garante (anche se Primo della garanzia firmata dal padre non sapeva nulla). Fine dei sogni sull’università dei figli!
Non so come sia andata a finire la storia ma quando sento di omicidi tra fratelli mi viene sempre in mente questa storia.
Ma veniamo al dunque.
Cosa poteva fare Primo per evitare questa situazione “scomoda”?
La legislazione prevede che l’eredità possa essere accettata “con beneficio d’inventario” che in parole semplici significa che gli eventuali creditori del padre (come la banca in questione) possono rivalersi solo sui beni del defunto (ovvero del padre) e non su quelli del figlio (ad esempio Primo). Un “piccolo” cambiamento che però avrebbe modificato in maniera sostanziale il futuro di Primo ma anche quello dei suoi figli (e forse anche evitato il carcere nel caso Primo vada fuori di testa).
La gestione del patrimonio è spesso soggetta ad eventi che non dipendono direttamente dalla nostra volontà ma che possono, se non stiamo attenti, segnarne un triste destino.
Nel caso in questione a nulla sarebbe servito creare il miglior investimento redditizio, sicuro, sempre disponibile etc etc.
Nel lavoro di un consulente non solo finanziario ma pensate anche al notaio, al commercialista, all’avvocato il maggior valore alle volte viene da ciò che non si vede direttamente, ma nel prevedere e affrontare rischi che non siamo abituati a considerare.
E tu, cosa non stai considerando? Vieni a scoprirlo!
