Voglio star tranquillo, mi raccomando.

Una frase sentita molte volte nei miei appuntamenti e, francamente, una frase che condivido. 

D'altronde chi si guadagna il pane con il duro lavoro ogni giorno non ha molta voglia di vederlo sparire da un giorno all'altro.

Ma cosa voglia dire "star tranquillo" non è ancora ben chiaro. Almeno non a me.

Spesso le persone nuove che incontro, che sono quasi sempre referenze di miei attuali clienti, si stupiscono alla mia domanda: " cosa intende per rischio?" oppure "cosa intende per stare tranquillo?" come se questi concetti fossero universali. 

E invece non è assolutamente così, ognuno ha il suo concetto di rischio. 

Per alcune persone è considerato assolutamente sicuro lanciarsi col paracadute mentre per altri è rischioso già solo montare in macchina. 

Spesso le stesse persone che mi dicono di voler star tranquille, poi, con i loro soldi fanno cose alquanto bizzarre e rischiose.

Domenica mattina mi giunge una telefonata di un mio cliente storico, ormai un rapporto ben oltre quello lavorativo. Un po' stupito penso sia successo qualcosa di grave e rispondo. 

Inizia con il ringraziarmi, cosa che mi ha colto alla sprovvista in maniera significativamente positiva, e anzi colgo l'occasione qui per dirgli che mi ha fatto molto piacere, ma ovviamente gli chiedo il perché fosse così ansioso di comunicarmelo e così mi racconta una storia risalente a qualche anno prima in cui era venuto nel mio ufficio per chiedermi un consiglio su un investimento che gli avevano proposto.

Non conoscevo la società in questione così, come faccio sempre in questi casi, prendo tempo per informarmi. Faccio qualche ricerca su internet e trovo informazioni discordanti. A questo punto comunico al mio cliente quello che ho scoperto. L'azienda promette lauti guadagni ma è di recente costituzione e con un business non propriamente chiaro. Ovviamente non posso decretare che sia una truffa ma i sospetti sono molti. 

In casi come questo sconsiglio sempre l'operazione raccomandando, nel caso il mio cliente decida di proseguire lo stesso, di utilizzare il denaro che sarebbe disposto a perdere completamente. In altre parole se hai 100.000 euro e vuoi puntarne 1.000 lì puoi anche farlo. Al limite avrai perso poco, darà fastidio, ma non mette in pericolo la tua vita finanziaria o il tuo sostentamento.

Il mio cliente decide di non proseguire l'operazione. La storia potrebbe finire qui, ma...

A questo punto mi racconta che la società è fallita e gli amici che gli avevano consigliato l'operazione ci hanno rimesso cifre importanti, tanto da rimetterci intere eredità e in un caso finendo a prendere pastiglie per l'ansia. Oltre ai sensi di colpa per aver coinvolto nel problema la propria cerchia di familiari e amici.

Cosa imparare da questa storia?

  • Tempo: Investite del tempo (questo si, è un investimento che paga) nell'informarvi prima di prendere decisioni importanti per la vostra vita (il denaro è una di queste), chiedete, e se non è chiaro, chiedete ancora. Ai miei clienti dico spesso che è meglio facciano 2 domande in più che una in meno. Per scegliere uno smartphone si analizzano pro e contro di vari modelli e si perdono ore. Non volete farlo con il denaro che vi è costato lavoro e che rappresenta la vostra sicurezza per il futuro? Comporta fatica è vero, ma sarà ampiamente ripagata.
  • Professionalità: Se non si riesce ad avere un quadro chiaro rivolgetevi al vostro professionista o ad una persona esperta del settore (no, il cugino non conta se non è un esperto del settore). Vi fareste operare al cuore da chi non è medico? Gli albi professionali esistono per questo, controllate il titolo di chi vi parla. 
  • Responsabilità: Il rischio zero NON ESISTE, dobbiamo fare pace con noi stessi ed accettare che qualsiasi cosa a questo mondo ha un rischio (si, anche il conto corrente, anche il buono postale etc..) ma non vuole dire che questo rischio non possa essere controllabile. Evitate di guidare perchè c'è il rischio di fare un incidente? Non credo. Perchè? Perchè sapete che le possibiltà di fare un incidente sono relativamente poche e voi potete diminuirle guidando prudenti. Ecco, con il denaro bisogna fare la stessa cosa. Mettere in campo tutti gli strumenti necessari per ridurre il rischio (ovvero guidare con prudenza) sapendo che non si ridurrà mai del tutto. Ma d'altronde se non salite mai in macchina non arriverete mai dove dovete andare, anche se gli italiani sembrano con i soldi fare esattamente questo (1.700 miliardi in conti corrente) oppure guidano spericolati (investimenti truffa come quello descritto). "In medium stat virtus" (la virtù sta nel mezzo) dicevano i latini. Vale anche in questo campo.

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