I vantaggi del patto di famiglia

Spesso per chi comincia a pensare a quando verrà a mancare e a come dividere i frutti di una vita di lavoro, le soluzioni che vengono in mente inizialmente sono essenzialmente 2: la donazione e il testamento.

Ma se all'interno del patrimonio personale c'è anche un'azienda e più di un figlio le cose cominciano a diventare più complesse.

Perchè? I motivi possono essere molti, prendo solo alcuni esempi

  • Con la donazione, l'imprenditore "perde" subito la proprietà dell'azienda e, per quanto si possano usare istituti che limitano questa perdita quali l'usufrutto, non è detto che questa sia la scelta che l'imprenditore ha in mente
  • Il testamento invece potrebbe prestare il fianco a litigi in famiglia post-morte che nei casi più gravi potrebbero portare alla dispersione del patrimonio a causa di spese legali e cosa ancora più grave alla paralisi dell'azienda.

In questi casi potrebbe venire in aiuto il patto di famiglia

Come funziona?

Il patto di famiglia è un contratto che permette di trasferire l'azienda al figlio o ai figli che dovranno gestirla con l'accordo di tutti i membri della famiglia. 

Per evitare liti e agevolare la costituzione del patto la legge ha previsto a favore dei legittimari non assegnatari delle quote una compensazione pari alla quota di legittima o al valore della partecipazione.

Vantaggi?

  • Il patto di famiglia permette agli eredi di non pagare la tassa di successione a patto che ricorrano 2 condizioni: 1) proseguano l'attività per almeno 5 anni; 2) il trasferimento permetta il controllo della società.
  • Evita liti successorie in quanto tutta la famiglia dovrà firmare l'accettazione del patto. 

Finalità?

La finalità è permettere un passaggio quanto più "dolce" possibile nella proprietà aziendale tale da permettere all'azienda di continuare senza interruzione l'operatività

Attenzione!

Ai fini del calcolo di un eventuale imposta di successione sulla quota di liquidazione posta a favore dei non assegnatari si tiene conto del rapporto tra assegnatario e non assegnatario.

Chiariamo tutto con un esempio:

Antonio proprietario dell'azienda X assegna la titolarità dell'azienda al figlio Luca e Luca deve compensare la sorella Lucia per 500.000 euro.

Se si guarda al rapporto tra Antonio (padre) e Lucia (figlia) non si applica nessuna tassazione in quanto tra padre e figlia vige una franchigia di 1 milione di euro.

Ma se come chiarito dalla Cassazione si guarda al rapporto tra Luca e Lucia (fratelli) la franchigia è di 100 mila euro perciò Lucia si troverebbe a pagare su 400.000 euro una tassa del 6% pari 24.000 euro.

Attenzione perciò a calcolare tutti i risvolti della scelta.

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